Fondo Ersilia Bronzini Majno

Tra le fondatrici e principali animatrici dell’Unione femminile nazionale, Ersilia Bronzini in Majno è stata una figura di spicco del movimento femminista milanese e nazionale tra Ottocento e Novecento, ideatrice e organizzatrice di molteplici iniziative sul piano dell’emancipazione femminile e dell’assistenza sociale.

Estremi cronologici del fondo

1859 – 1933

Descrizione del fondo

Il fondo è composto da tre macrosezioni:

  • Carteggio di Ersilia Majno Bronzini

Comprende la corrispondenza di Ersilia con membri della famiglia (con il marito Luigi, con il figlio Edoardo e la nuora Elda Bernstein, con i genitori Carolina Conterio e Michele Bronzini, con i fratelli Arturo, Edgardo e Virginia, con il cognato, i cugini e i nipoti Minoli) e varie personalità del mondo culturale, in particolare donne militanti nell’Unione Femminile e intellettuali italiane e straniere con cui entrò in rapporto (Bice Cammeo, Bambina Venegoni Arioli, Nina Rignano, Lucy Re Bartlett, Antonietta Giacomelli, Ernesta Bittanti Battisti, Andreina Costa, Ada Negri, Rina Faccio alias Sibilla Aleramo, etc.).

Parte della documentazione è costituita da documenti e materiale a stampa riguardanti gli incarichi personali e l’attività svolta da Ersilia prima dell’istituzione dell’Unione femminile e al di fuori di essa (a titolo d’esempio la Guardia ostetrica, l’Ospedale Maggiore e il Santa Corona, di cui fu consigliera, la Commissione per la riforma dei codici in relazione alla delinquenza minorile in vista della fondazione e dei riformatori e dei tribunali per i minori, della quale entrò a far parte chiamata dal Ministero di Grazia e Giustizia).

Le carte nel complesso comprendono lettere, biglietti, cartoline postali, telegrammi, appunti, ritagli di giornale, agende, relazioni, elenchi, fotografie, resoconti, preventivi di spesa, circolari e volantini, opuscoli, statuti, resoconti.

  • Fondo Unione Femminile

Comprende la documentazione riferibile all’Unione femminile, per lo più prodotta durante la presidenza di Ersilia Majno Bronzini (1899 – 1907; 1913 – 1915), ma non esclusivamente. E’ costituita da lettere di convocazione, rendiconti amministrativi, corrispondenza, circolari, relazioni, verbali, atti, appunti, elenchi, ritagli di giornali, statistiche, opuscoli, volantini, inviti, commemorazioni, copialettere, periodici. Alcuni fascicoli contengono documentazione di varie sezioni dell’UFN in diverse città italiane.

La documentazione è costituita prevalentemente da carte che Ersilia Majno, in qualità di presidente, portava a casa per studio o lavoro. Integra e spessissimo sopperisce alla documentazione dell’Archivio storico dell’UFN, mancante o notevolmente lacunosa.

Una busta contiene documentazione dell’Associazione generale delle operaie, in cui Ersilia Majno fu presidente, promuovendo il rinnovamento dello Statuto.

  • Fondo Comitato contro la tratta delle bianche

Comprende documentazione riferibile al Comitato contro la Tratta delle bianche, di cui Ersilia Majno Bronzini fu presidente, ed è costituita da corrispondenza, lettere, verbali, relazioni, bozze di statuto, ordini del giorno, circolari e volantini, relazioni, elenchi, ritagli di giornale, opuscoli e bollettini.

Soggetto produttore

Nata a Milano il 22 giugno 1859, dovette interrompere gli studi dopo le elementari per le difficoltà economiche della famiglia, che privilegiò l’istruzione dei figli maschi. Studiò come autodidatta e dal fratello Arturo apprese l’inglese e il francese. A 24 anni sposò l’avvocato Luigi Majno, difensore degli operaisti e deputato socialista.

Fin dalla fine dell’Ottocento fu protagonista nel campo del lavoro sociale e politico milanese, dedicandosi all’organizzazione del proletariato femminile insieme ad altre militanti come Linda Malnati e Alessandrina Ravizza. Negli anni ’90 si impegnò in diverse associazioni di mutuo soccorso e, dopo i sanguinosi scioperi del 1898, fondò con altre il “Comitato pro reclusi di maggio”.

Nel 1899 fondò l’Unione femminile (inaugurata nel 1900), che nel 1905 divenne Unione femminile nazionale (UFN), estendendosi a varie città italiane. L’organizzazione si batteva per i diritti delle donne e dei minori, definiti da Ersilia “i deboli, i paria, le vittime dell’egoismo e dell’ingiustizia sociale”.

Fu presidente del Comitato contro la Tratta delle bianche (dal 1901 del comitato di Milano, dal 1908 del comitato nazionale), nel 1902 fondò l’Asilo Mariuccia (dedicato alla figlia minore morta di difterite), per il recupero di giovani vittime di violenze e a rischio prostituzione, con le compagne dell’Unione femmile fondò il ricreatorio La Fraterna per le “piscinine” (giovani apprendiste sarte e modiste). Partecipò a diversi congressi nazionali e internazionali su suffragio, assistenza pubblica e tutela dell’infanzia (Copenaghen 1910, Amsterdam 1910, Torino 1911).

Nel periodo successivo alla Prima guerra mondiale si dimise dal consiglio dell’UFN, contraria alla linea nazionalista che prevalse nel periodo post-bellico, ma continuò l’attività di lavoro sociale. Negli anni ’20 si dedicò soprattutto al Comitato contro la Tratta e all’Asilo Mariuccia, ritirandosi gradualmente dalla vita pubblica anche per non legittimare il regime fascista. Morì a Milano nel 1933.

Per una biografia più approfondita e l’elenco dei sui scritti consultare la scheda biografica

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