Fondo Luigi Majno

Figura di spicco nel mondo politico e civile milanese, giurista insigne, deputato, Luigi Majno  unisce il suo nome a quello della moglie Ersilia Bronzini. Affiancati in un sodalizio affettivo e familiare, concordi nella visione politica e sociale e nella realizzazione pratica dei loro ideali, affronteranno da protagonisti le complesse vicende della Milano (e dell’intero Paese) degli ultimi decenni dell’800 e di inizio ‘900.

Estremi cronologici del fondo

seconda metà del secolo XIX – 1925

Consistenza

219 fascicoli in 36 faldoni

Descrizione del fondo

Il fondo archivistico di Luigi Majno, conservato dall’Unione femminile nazionale assieme a quelli degli altri componenti della famiglia (Ersilia Bronzini e i figli Edoardo, Carlotta e Mariuccia) è costituito dalla documentazione prodotta dall’avvocato milanese durante la sua opera di giurista, politico, amministratore e studioso. Le carte coprono un arco cronologico dalla seconda metà del XIX secolo al 1915, anno della sua morte. Qualche seguito fino al 1925 riguarda alcune pratiche di successione della famiglia e alcune commemorazioni postume.

Il fondo è suddiviso nelle seguenti classi, che rispecchiano, a grandi linee, l’ordinamento delineato dal figlio Edoardo dopo la morte del padre e i principali centri di interesse dell’attività di Luigi Majno:

  • Carte personali e di famiglia
  • Attività politica
  • Camera dei Deputati
  • Comune di Milano
  • Scuola
  • Società Umanitaria
  • Studio legale
  • Università Bocconi
  • Carte postume

Soggetto produttore

Figlio di Pietro e di Gerolama Lovetti, Luigi Majno nacque a Gallarate il 21 giugno 1852. Dopo gli studi superiori a Lecco e a Milano, si laureò in giurisprudenza all’Università di Pavia con Antonio Buccellati. Esercitò la professione legale a Milano, aprendo uno studio in via Verri con Edgardo Bronzini, che diverrà poi suo cognato. Collaborò inizialmente con Andrea Molinari, un influente penalista del foro milanese, e scrisse in diversi periodici specializzati (il primo articolo di cui si ha notizia comparve nel 1876 nella “Rivista penale”; più regolarmente e più a lungo collaborò in seguito con il “Monitore dei tribunali”). Dalla fine degli anni ’80 suoi contributi appaiono nell’ “Archivio di psichiatria, scienze penali ed antropologia criminale”, diretto da Cesare Lombroso. Nel 1890, appena promulgato il nuovo Codice penale firmato da Zanardelli, Majno pubblicò a dispense il Commento al Codice penale italiano, riedito, con aggiornamenti, nel 1902. 

Tra 1890 e il 1894 insegnò Diritto e procedura penale all’Università di Pavia, sostituendo il suo maestro Buccellati. 

Nel 1883 si era unito in matrimonio con Ersilia Bronzini, sorella di Edgardo, socio dello studio legale. Dall’unione nacquero i figli Carlotta (1884), Edoardo (1886) e Maria (1888). Le figlie scomparvero in giovane età, mentre Edoardo, dopo gli studi giuridici, proseguì l’attività dello studio fino agli anni ’50 del ‘900.

Luigi Majno fu uomo di profonda e vasta cultura, conoscitore di diverse lingue straniere (tra le altre ungherese e giapponese), bibliofilo e appassionato cultore d’arte. Pur seguendo numerose cause civili, divenne notissimo come avvocato penalista. In particolare, fu impegnato nella difesa di militanti socialisti e membri delle associazioni operaie, condividendo gli orientamenti socialisti di Filippo Turati. A Turati e alla sua compagna Anna Kuliscioff prestò aiuto, come legale e amico, dopo il loro arresto per i moti milanesi del 1898. 

Fece parte del comitato promotore della Società Umanitaria, nata da un progetto del ricco commerciante Prospero Moisé Loria, per il sostegno e l’istruzione delle classi deboli. Eletto nel consiglio direttivo, Majno ne fu il secondo presidente nel 1893. 

L’impegno politico dell’avvocato si concretizzò a partire dal 1890 con l’elezione nel Consiglio Comunale di Milano. Sarà costantemente rieletto fino al 1914; gli fu proposta allora la carica di sindaco che rifiutò per motivi di salute. 

Il successo gli arrise anche nelle elezioni politiche del 1900, quando, sostenuti da una coalizione dei partiti popolari milanesi fu eletto alla Camera dei Deputati. 

Accanto al successo politico, Majno affronta gravi vicende familiari. Nel giugno del 1901 morì la minore dei suoi tre figli, Mariuccia; nel 1905 fu la volta di Carlotta, allora brillante studentessa universitaria. Insieme alla moglie Ersilia, che già aveva sostenuto nella fondazione dell’Unione Femminile e in molte altre iniziative sociali e umanitarie da lei promosse, si prodigò per la nascita di un asilo destinato al recupero delle bambine e delle adolescenti abusate o avviate alla prostituzione; l’asilo fu intitolato alla figlia Mariuccia. 

I lutti familiari non rallentarono l’attività pubblica e professionale di Luigi; anche se non fu rieletto in Parlamento, continuò a spendersi nella attività del Consiglio Comunale, in particolar modo come assessore all’Istruzione e come promotore dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (ANCI).

Nel 1913 fu eletto presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano e nel 1914 fu nominato rettore dell’Università Bocconi.

Luigi Majno morì a Milano il 9 gennaio 1915, probabilmente per le conseguenze del diabete di cui soffriva da diverso tempo.

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