La biblioteca dell’Unione femminile nazionale è in Corso di Porta Nuova 32 a Milano. Qui trovi testi, ipertesti, accoglienza e accompagnamento nella tua ricerca. Orari e modalità di accesso

Cleofe Forti. Una maestra per contadini ed emigrati. Dall’Agro romano alle Americhe

Anna Pia Bidolli (Luoghi interiori, 2025)

Dal 1912 al 1923 insegnante nelle scuole dell’Agro romano, l’opportunità di scoprire il mondo le è offerta nel 1925 con l’insegnamento nelle scuole governative del Mediterraneo a Salonicco, Beirut, Costantinopoli, Alessandria d’Egitto. In Turchia vede i cambiamenti straordinari di Atatürk. Da 1934 insegna l’italiano agli emigrati nel continente americano, organizzando scuole a New Orleans, a Vancouver, a Boston. Le capacità professionali e l’abilità di muoversi in contesti stranieri la portano nel marzo 1941 a Mendoza, in Argentina, per gestire le criticità della scuola italiana. La singolare vita professionale della maestra Cleofe Forti ha attraversato la prima metà del Novecento, nella convinzione che l’istruzione sia la base per ogni miglioramento personale e collettivo.

storia, biografie

Un capostazione al confino. Vicissitudini di un ferroviere antifascista

di Ercole Luciani, a cura di Emma e Silvia Luciani (4Punte, 2024)

L’aver espresso un’opinione sgradita al regime gli costò il confino e la schedatura come sovversivo. Nel 1923 Ercole Luciani venne mandato a vivere con moglie e figli in una baracca di legno che fungeva da estrema stazione ferroviaria a Sella di Corno (L’Aquila). Il libro raccoglie gli scritti di quegli anni, un tesoro di memorie e una testimonianza della fierezza e del senso dell’ironia che gli permisero di superare le difficoltà del confino politico: l’ingiusta punizione per la libertà d’opinione, il cambiamento repentino di condizioni di vita, la limitazione di relazioni sociali e di stimoli culturali, l’umiliazione dell’essere tenuto d’occhio dalla polizia politica fascista.

memoria e storia, antifascismo

Dialogo tra una femminista e un misogino

Maddalena Melandri (Bollati Boringhieri, 2025)

Vienna, 1903. Al tavolo di un caffè va in scena un dialogo impossibile tra la pensatrice femminista Lea Melandri e il filosofo misogino e razzista Otto Weininger. È l’anno di uscita del suo “Sesso e carattere”, che teorizza nero su bianco che la donna è «soltanto materia», «assenza di senso». Più di un secolo dopo, Lea Melandri vede in Weininger l’intellettuale che meglio di tutti aveva dato voce con lucidità visionaria alla Ragione su cui si era retta fino ad allora la civiltà greco-romana e poi cristiana, da Platone a Kant; il primo a rendersi conto che i «valori» in cui aveva creduto si stavano eclissando. Nella breve parabola tragica del giovane filosofo viennese Melandri vede incarnarsi il crepuscolo dell’Illuminismo: il lascito di un intellettuale incapace di sfuggire all’annodamento tra il sessismo, quale fondamento della Ragione classica, e la religione.

filosofia, femminismo

Guerre che ho (solo) visto

Rosella Prezzo (Moretti&Vitali, 2025)

L’autrice mette a fuoco la comune esperienza delle guerre soltanto viste attraverso gli schermi, un’esperienza di immagini belliche che si sommano in un montaggio mentale. Lo sviluppo di una trama fatta di interrogativi, pensieri, rimandi, cortocircuiti, letture ausiliarie, ci conduce attraverso le trasformazioni della guerra e dei suoi soggetti, sia armati che inermi. La guerra e i suoi corpi, quindi, che nelle nostre vite quotidiane, di pace, si danno contemporaneamente fuori scena e in scena, inquadrati e/o oscurati. Che cos’è quello che stiamo vedendo? Come dire ciò che (ci) sta accadendo? Come chiamarlo? Soprattutto, di cosa parliamo quando parliamo di pace? Per provare a pensare l’impensato della pace, l’autrice si avvale delle riflessioni alcune grandi pensatrici del Novecento.

filosofia, pacifismo

La parola femminista. Una storia personale e politica

Vanessa Roghi (Mondadori, 2024)

Unendo la propria storia a quella con la S maiuscola, l’autrice ricorda il femminismo in cui era immersa da bambina, fatto di fiabe senza principesse e riunioni del collettivo di cui faceva parte la madre, e quello vissuto da giovane donna, tra manifestazioni in piazza, diari Smemoranda e musica pop inglese. Ripercorre poi i disastrosi passi indietro degli anni Novanta e intesse un racconto che tocca tutti i temi cardine del femminismo, dalla maternità all’aborto, dalla sessualità al genere. Intrecciando voci di donne di tutte le età, intellettuali, scrittrici, giornaliste, come Carla Lonzi, Elena Gianini Belotti e Michela Murgia, con questa biografia collettiva ci invita a tenere aperta la discussione sulle possibilità che l’atto di «pensarsi e dirsi» può continuare a portare in questo Millennio.

 memoria e storia, femminismo

L’ideologia gender è pericolosa

Laura Schettini (Laterza, 2023)

L’‘ideologia gender’ è un’etichetta che serve a evocare l’attacco, unitario e programmatico, che una molteplicità di soggetti (le femministe e le persone Lgbtq+ prima di tutti) starebbero sferrando all’ordine naturale alla base della nostra società. Da chi si aggirerebbe per le scuole a confondere l’identità sessuale di ignari bambini agli uomini che mettono la gonna, fino ai fanatici delle lettere e simboli finali (schwa, u, *). Ma sono davvero questi gli oggetti del contendere? Perché ci si accalora tanto su questi temi? Quali sono le istanze portate avanti dagli antigender e, sul fronte opposto, da chi sfida l’ordine ‘naturale’? Se gender è una parola moderna, questa sfida è iniziata molto tempo fa. Una lunga storia a cui conviene prestare attenzione, oltre le comode semplificazioni.

storia, politica 

L’autodifesa delle donne. Pratiche, diritto, immaginari nella storia

a cura di Simona Feci e Laura Schettini (Viella, 2024)

Il volume mette al centro della storia le donne e la loro forza di fronte alla violenza maschile. Le ju-jitsuffragettes di inizio Novecento, la nascita e la diffusione dell’autodifesa femminista, il Wendo, negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, gli spari di Niki de Saint Phalle contro il padre abusante e il patriarcato, le giovani che fuggono dalle costrizioni familiari durante la Repubblica Cisalpina e quelle che fanno rete in tempo di guerra: sono alcuni dei fili di un racconto corale su come le donne hanno immaginato, costruito, fatto autodifesa per sé e con altre nel corso del tempo. Il volume interroga anche il diritto, per capire come l’opinione pubblica e i tribunali hanno guardato alla “legittima difesa” delle donne.

storia, femminismo

Gayle Rubin

Irene Villa (Derive Approdi, 2025)

Gayle Rubin è una delle pensatrici più influenti nel panorama contemporaneo degli studi femministi e queer. Con i suoi saggi The Traffic in Women (1975) e Thinking Sex (1984), ha trasformato il modo in cui pensiamo il genere e la sessualità, aprendo la strada a nuove forme di analisi critica e a modalità politicamente impegnate di fare ricerca sul campo. Antropologa di formazione, ha elaborato strumenti interpretativi e approcci etnografici capaci di esplorare e valorizzare mondi marginalizzati, sfidando le norme che li escludono. Attraverso cinque concetti chiave – sistema sesso-genere, stigma, etnografia, subcultura, tassonomia – il libro ricostruisce in modo organico il contributo di una teorica acuta, nonché osservatrice raffinata, definita da Judith Butler «la più rigorosa e influente intellettuale degli studi sulla sessualità».

antropologia, femminismo queer