Tesi di laurea di Elisa Longoni, AA 2024-2025

Relatrice Roberta Cesana, correlatrice Elisa Marazzi. Università degli Studi di Milano, Facoltà di studi umanistici. Corso di Laurea Magistrale in Editoria, culture della comunicazione e della moda


L’obiettivo dello studio è stato valutare qualitativamente l’iniziativa editoriale di Adela Turin: analizzando parte del catalogo si sono osservate con attenzione le strategie di adattamento della questione femminile al pubblico infantile nell’ambito grafico e materiale come in quello narrativo della scelta di personaggi e sviluppo della trama.

Attraverso la presentazione del contesto socio-culturale degli anni Settanta e il confronto con i decenni successivi si è voluta determinare la riuscita del progetto, considerando la ricezione da parte dei piccoli e delle piccole lettrici e delle loro famiglie, ma anche se ci siano stati effetti influenti sul mercato e sulla produzione editoriale.

Per rispondere a queste domande sono state consultate le pubblicazioni originali e quelle successive degli albi presi in esame, insieme a documenti, lettere e ritagli collezionati da Adela Turin e, da pochi anni, conservati presso l’archivio milanese dell’Unione Femminile Nazionale; inoltre sono state utilizzate fonti monografiche sulla casa editrice e sui movimenti femministi degli anni Settanta, recensioni tratte da quotidiani e riviste specializzate e studi accademici che registrassero gli sviluppi della pedagogia e della sociologia infantile.

La trattazione è ordinata secondo criteri cronologici, dunque parte dal contesto di nascita dei collettivi femministi italiani e della casa editrice (gli anni Settanta) per poi proseguire lungo la fase di riflusso e chiusura dell’impresa (anni Ottanta) e concludere con le riedizioni del nuovo millennio e gli ultimissimi sviluppi editoriali nel campo.

Secondo quanto riteneva la stessa Turin «la libertà e la creatività nel comportamento dipendono dalla possibilità di inventarsi, attingendo da modelli diversi e ricombinandoli in un insieme originale che rappresenti una vera scelta». Il messaggio di rifiuto della discriminazione, in questo modo, appariva forte e deciso, ma comunque arricchito da un’alternativa comportamentale rappresentata dai nuovi modelli di libertà e inclusione, che dovevano la loro esistenza alle trame originali delle autrici e da illustrazioni di alta qualità e attente ai dettagli, in modo che fossero allontanati anche quei luoghi comuni perpetrati in ambito visivo: l’uso di colori vari e non convenzionali, per esempio, ma anche minuzie non immediate come l’abbinamento genere-giocattolo o accessorio”.

(Introduzione)