Questo è un otto marzo speciale. Per la prima volta la piazza è chiusa alle manifestazioni mondiali delle donne in lotta. Una piazza conquistata palmo a palmo sin dal secondo Dopoguerra dal movimento delle donne che ha rilanciato l’8 marzo come giornata di lotta. 

Una giornata che oggi vogliamo vivere ancora insieme unite nei valori e nei progetti ma soprattutto nella denuncia di ciò che è andato storto nella politica di questi ultimi anni: dalla decurtazione delle spese perla Sanità, per la ricerca, la scuola, la cultura, alla precarietà del lavoro, alla violenza verso le donne sempre più mistificata dai mass media e giustificata, e a quella securitaria e sovranista che vergognosamente chiude i confini dell’Europa e si abbatte su donne e bambini come se fossero i nuovi barbari di un agonizzante impero, che affonda i barconi dei migranti e non risparmia i campi profughi e i volontari che prestano soccorso.

L’amore ai tempi del coronavirus ha un aspetto violento per le donne, i profughi, i bambini, i marginali. Per loro la vita non ha prezzo. Non c’è nessuna zona rossa.

Come Unione femminile desideriamo esprimere il nostro dissenso se non in piazza in tutte le forme creative che in questi giorni il movimento delle donne si è dato, con la ferma, pluriennale consapevolezza che nell’unione un mondo nuovo è possibile.

Unione femminile nazionale

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