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I nidi. Nascita e sviluppo di un’idea di servizio pubblico

10/05/2016

Il dibattito, le visioni e le iniziative legislative che hanno dato sostanza alle politiche per la prima infanzia.

Augusta Foni, pedagogista e formatrice,  ripercorre la storia dei nidi d’infanzia a partire dalla fondazione dell’Omni, nel 1925, fino al 1971, anno della legge che istituisce il servizio pubblico nazionale. Il testo fornisce un ampio quadro di lettura per il dossier di documenti conferito da Augusta alla biblioteca dell’Unione femminile nazionale. Attraverso l’analisi delle leggi, l’autrice descrive il dibattito e le visioni che hanno dato sostanza alle politiche per la prima infanzia nel nostro paese.

I nidi dalla legge 860 del 1950 alla legge 1044 del 1971. La nascita e lo sviluppo di un’idea di servizio pubblico in Italia

di Augusta Foni

Introduzione

Ho pensato che i documenti che hanno fatto da sfondo all’avvio delle mie esperienze di formazione nei nidi d’infanzia [1] stanno meglio nella biblioteca dell’Unione Femminile Nazionale che a casa mia. Sono leggi statali e regionali che dal 1950 al 1975 segnano i passaggi di trasformazione del nido da misura per le madri lavoratrici o da provvidenza per bambini in situazioni difficili in un diritto per tutti i bambini.

La realizzazione piena dei diritti è poi un’altra cosa, i nidi sono sempre insufficienti e anche le politiche per l’infanzia sono sempre difficili.

Le leggi rimangono però come artefatti particolari, visto che condensano elaborazioni collettive su temi controversi e complessi da trattare, come l’educazione e i rapporti tra le famiglie e le politiche pubbliche.

A un primo sguardo le leggi risultano chiare e semplici, fatte con il buon senso, tranne quando citano riferimenti o modifiche ad altre leggi e fanno venire il mal di testa. Di solito sono molto concentrate e dobbiamo cercare dei commenti per capirne veramente il senso, che cosa cambiano e perché.

Le proposte di legge invece sono diverse, portano i nomi dei parlamentari che le presentano e sono accompagnate da una relazione sui problemi da affrontare, sulle loro sfaccettature qualitative e quantitative e le soluzioni proposte. Di solito un bell’esempio di analisi e di sintesi, nonché di lavoro divulgativo. I resoconti dei dibattiti parlamentari invece sono più golosi, mostrano le difficoltà dei singoli passaggi e anche le emozioni e le impuntature nell’aula plenaria o dentro le commissioni.

È possibile giocare in tanti modi, per esempio partire dal testo di una legge e vedere all’indietro gli ingredienti e i percorsi che hanno portato al prodotto finale (è come identificare gli ingredienti di una torta che si sta mangiando), o, nell’altro senso, seguire come nel tempo si sviluppano gli aggregati concettuali e le alleanze che portano al testo definitivo. Non è un esercizio accademico: quando ero giovane mi è servito per capire di più le dinamiche del lavoro politico e della vita associata.

Ringrazio qui l’amica e compagna di lavoro che mi ha passato i primi materiali su questi lavori parlamentari, Rita Perani, iniziandomi a una dimensione politica che non conoscevo.

A loro modo, questi documenti aprono una finestra sugli anni ’60 e ’70 del Novecento nel nostro paese. Raccontano i passaggi politici e culturali con cui si allargano i confini di misure particolari adottate per soggetti particolari al fine di creare dei diritti per tutti e si realizza, contemporaneamente e anche tramite le neonate Regioni, un decentramento dallo Stato centrale ai Comuni. Compaiono anche nuovi soggetti come le famiglie utenti che interagiscono con il Comune nella gestione dei servizi. I bambini e le esigenze del loro sviluppo psico-fisico incominciano ad affacciarsi come una nuova sensibilità per la prima infanzia e un nuovo compito di formazione per gli operatori.

Il titolo di una proposta di legge del 1962 “Istituzione del servizio nazionale dei nidi-asilo per la vigilanza diurna e la prevenzione igienico-sanitaria dei bambini fino a tra anni” è ben diverso da quello della legge sui nidi approvata nel 1971 “Istituzione degli asili nido comunali con il concorso dello Stato”. La differenza rende immediatamente percepibile l’importanza del percorso fatto in un decennio sul rapporto tra i bisogni della popolazione e la risposta che le istituzioni possono dare.

A distanza di mezzo secolo possiamo chiederci come si siano evoluti quegli orientamenti per capire meglio anche il nostro presente.

[1] Augusta Foni, La relazione con le famiglie al nido. Percorsi formativi, di dialogo e di partecipazione, Trento, Erickson, 2016

Indice del testo:

  • I nidi dell’Onmi e quelli aziendali della l. 860
  • Le proposte legislative dei primi anni ‘60
  • La proposta di legge di iniziativa popolare, le proposte del PCI e quella di CGIL, CISL e UIL
  • La legge 1044 del 1971e l’avvio della sua attuazione

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