Il diritto di essere fragili. Risposte di cura alle diverse vecchiaie

Il diritto di essere fragili. Risposte di cura alle diverse vecchiaie

Associazione Donne In e Unione Femminile Nazionale vi invitano all’incontro che si terrà

Lunedì 16 dicembre ore 18, Unione Femminile Nazionale, Corso di Porta Nuova, 32 Milano

Ogni biografia di donne e uomini in età avanzata ha sue potenzialità ed anche fragilità nel mantenimento della qualità della vita: denaro, tempo, salute, informazioni, reti relazionali e culture personali incidono profondamente. Se le voci dei budget pubblici di risorse dedicate alla vecchiaia sono normate e non sempre adeguate, è noto che le necessità e i bisogni mutano nel corso della vita per ragioni sociali, biologiche, accidentali. La prospettiva di vecchiaia di chi supera la soglia degli over 65-70 anni non presenta tratti omogenei: l’idea di un unico modo di invecchiare è in realtà “tante idee e tanti vissuti”.

Nell’incontro ci confronteremo con le esperienze dirette di chi ha governato e gestito i cambiamenti nei luoghi di assistenza e cura dove vivono le anziane e gli anziani fragili, per riuscire a coniugare le domande di benessere di donne e uomini che invecchiano.

Ne discutiamo con:

Elisabetta Donati – Sociologa, Presidente Fondazione Casa di Industria Onlus di Brescia

Lidia Tosi – Coordinatrice di struttura Fondazione Casa di Industria Onlus di Brescia

Invecchiare nell’arte

Invecchiare nell’arte

Si sa poco delle donne che invecchiando hanno continuato a produrre opere di elevato valore, in ogni campo: artistico, culturale, scientifico. Ma si sa poco delle donne in genere relativamente al loro ingegno creativo.

Ne ha parlato Carlo Cristini, docente di Psicologia generale presso l’Università degli Studi di Brescia, in una conferenza dal titolo Invecchiare nell’arte, uno dei sei appuntamenti del ciclo organizzato dal Consultorio Familiare Onlus di Brescia. Su proposta del gruppo “Donne in” di Milano, che si riunisce all’Unione femminile nazionale, il Consultorio ha ripreso il titolo degli incontri milanesi: Donne che hanno la fortuna di invecchiare. I primi tre incontri si sono svolti nel maggio 2016 e gli altri tre si terranno nel prossimo autunno.

Pubblichiamo qui le slide che hanno accompagnato la conferenza. Cristini prende in esame alcuni esempi di donne artiste che hanno testimoniato con le loro opere come invecchiando si possa continuare ad essere attive, propositive, innovative, creative, innamorate della vita e delle sue espressioni. Vi sono fra loro scrittrici, pittrici, scultrici, musiciste, direttrici d’orchestra, interpreti, registe, architette.

Anche in considerazione del fatto che nel passato poche donne hanno potuto esprimere la loro creatività, Invecchiare nell’arte comprende anche le produzioni artistiche di personaggi famosi, quali Donatello, Michelangelo, Tiziano, Picasso. L’intento è sottolineare come i pregiudizi sulla vecchiaia abbiano negativamente influenzato, per lunghi secoli, la manifestazione di potenzialità e di sviluppo creativo, indipendentemente dal genere. E di confutare questi pregiudizi attraverso l’esempio di tali ed altri artisti.

Scrive Carlo Cristini:

«La donna invecchiando ed esprimendo le sue qualità, ha dovuto – e lo continua a fare in vario modo e in tante realtà – combattere, sormontare, due concezioni storicamente pregiudiziali: quella di essere donna e quella di essere una donna anziana.

Le recenti scoperte neuroscientifiche ci dicono che il cervello è plastico, si modifica, si arricchisce e si riorganizza attraverso le nuove esperienze, anche in età avanzata. Il processo creativo – negli uomini e nelle donne – promuove e facilita un miglior funzionamento mentale e cerebrale.

Sono numerose le donne del nostro tempo che da anziane si sono cimentate e si cimentano nel mondo dell’arte, della cultura e della scienza, con successo di critica e di pubblico. Pochi sono gli esempi del passato, indipendentemente dall’età, a conferma dell’assenza di un’apertura culturale, di un pensiero, di un orientamento volto a riconoscere e consolidare il diritto e la dignità ad esistere ed affermarsi come persona in quanto donna.

“L’artista – sosteneva Meret Oppenheim – è come un sismografo che indica in che posizione si trova la società”.  E la donna – artista o meno – simbolizza, spesso suo malgrado, quel sismografo. E se le fosse data o acquisita la piena possibilità di esserne anche un’artefice, un’autentica protagonista? Le donne artiste che invecchiano creando, fino agli ultimi giorni della loro vita, ne rappresentano comunque la realtà, la forza e la speranza concrete: l’esempio di un’alba che accende anche le luci della sera».

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Cristini - Brescia, 24.05.2016 1