Lica Covo Steiner. Mostra e libro

In programma per il 04/12/2015

Una mostra e un libro dedicati a Lica Covo Steiner, antifascista, grafica, protagonista della cultura milanese della seconda metà del secolo scorso

Licalbe Steiner grafici partigiani

Mostra a cura di Anna Steiner

Inaugurazione Venerdì 4 dicembre 2015, ore 18.30, Museo del Novecento, via Marconi 1, Mlano

dal 5 dicembre 2015 al 28 febbraio 2016 www.museodelnovecento.org

Un percorso suggestivo tra materiali, testimonianze, lavori grafici, fotografie e video sulla vita e l’opera di Lica Covo e il marito Albe Steiner, ciascuno con una storia ed un’identità proprie, ma legati dal 1938 in maniera indissolubile nel privato e nel lavoro. Dopo circa 40 anni Milano dedica una mostra monografica ai due grafici, protagonisti e interpreti  della rinascita culturale italiana nel dopoguerra,  insieme a intellettuali come Vittorini e Calvino. Proprio a Calvino si deve un ricordo speciale di Albe all’indomani della sua morte sulle pagine dell’Unità “per Albe il piacere dell’invenzione formale e il senso globale della trasformazione della società non erano mai separati”.

La mostra, che si tiene nel 70° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, lega il racconto biografico con le aree tematiche individuate da Albe nei suoi appunti scritti, in vista di una pubblicazione sui lavori professionali dello studio che conduceva con Lica.

A partire dai primi lavori fino alla Liberazione, e poi al viaggio in Messico (1946-1948), si sviluppa un percorso tra ricerca grafica e foto-grafica, editoria, periodici, pagine pubblicitarie e allestimenti, marchi, presentazione del prodotto, manifesti e grafica di impegno civile, formazione professionale.

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E’ uscito di recente il volume,  a cura di Anna Steiner, su Lica Covo, una grafica che ha contribuito all’innovazione della progettazione editoriale in Italia. Documenti, interviste, fotografie e note personali ricostruiscono il sodalizio sentimentale e professionale con il marito Albe Steiner e la sua amicizia con personalità come Max Huber, Giancarlo De Carlo, Gillo Dorfles o Italo Calvino. Una testimonianza dell’impegno civile, della dedizione all’insegnamento e dell’ostinato ed esemplare idealismo di una donna che è stata tra i grandi protagonisti della cultura milanese della seconda metà del secolo scorso.

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