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La stampa periodica femminile in Italia

29/03/2013

Il volume è uno strumento prezioso per studiose e studiosi del passato e del presente. […]

Il volume è uno strumento prezioso per studiose e studiosi del passato e del presente. Sono descritti e censiti più di 1600 periodici editi in Italia tra il 1861 e il 2009, collegati dal fatto di essere rivolti ad un pubblico femminile.

Un repertorio che offre uno spaccato significativo sui processi di trasformazione dell’opinione pubblica in Italia e in particolare su quella “sfera pubblica femminile” che la storia di genere individua come spazio di cittadinanza femminile.

Attraverso la stampa si disegna senz’altro il profilo della presenza femminile nel dibattito pubblico, e la stampa stessa si configura, perciò, come fonte primaria di una riflessione circa la “sfera pubblica femminile”

Così scrive nell’introduzione Rosanna De Longis, storica che ha curato il volume insieme a Gisella Bochicchio, esperta del trattamento delle fonti bibliografiche.

Il repertorio copre ogni genere di pubblicazione. Dalla letteratura educativa di fine Ottocento a quella legata al Risorgimento e poi al movimento emancipazionista tra Otto e Novecento. Dai fogli collegati a congregazioni religiose, partiti e sindacati, ai bollettini dedicati all’attività femminile durante la guerra, fino alle riviste della propaganda fascista. E poi su fino ai giorni nostri, passando per la seconda guerra mondiale, i dopoguerra, il neofemminismo e le riviste digitali degli anni più recenti.

 Se il minimo comune denominatore è di rivolgersi alle lettrici, le autrici non mancano di mettere in luce l’ambiguità del termine femminile:

Scavare nella complessità di questo prodotto ha significato mettere in questione la stessa tradizionale definizione di “stampa femminile”. mai questo aggettivo – che la storia delle donne e di genere non ha mancato di vagliare, dissezionare fino a tentare di decostruirlo – ha suscitato interrogativi e dubbi quanto nella stampa e nelle comunicazioni di massa, dove pure sembrava dotato di una sua efficacia euristica. Che cosa è ‘femminile’? Ciò che è diretto alle donne, anche se non prodotto dalle donne stesse?

Un’ambivalenza che si riflette in modo particolare quando l’argomento è la casa, o l’economia domestica. Sfera tradizionalmente di competenza delle donne e dunque

un’area di interessi che, nelle sue varie sfaccettature, mette in luce significative contraddizioni e si colloca su un crinale che separa – o forse unisce – intenti pedagogici e di mercato, educazione e consumo.

Gisella Bochicchio e Rosanna De Longis, La stampa femminile in Italia. Repertorio 1861-2009, Biblink, 2010

Le autrici:

Funzionaria presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea, Gisella Bochicchio è un’esperta della ricerca e del trattamento delle fonti bibliografiche e documentarie, sia cartacee che elettroniche.
Rosanna De Longis, socia fondatrice della Società italiana delle storiche, ha svolto numerose ricerche sulla stampa periodica, sui movimenti di emancipazione e sulla partecipazione femminile al Risorgimento.