Ricordo di Tilde Capomazza

04/02/2018

Con grande dolore ne comunichiamo la scomparsa e la ricordiamo nella sua attività all’Unione femminile

Con grande dolore ne comunichiamo la scomparsa.

La Chiesa di Santa Maria dei Servi in via Cecchi, a Genova, ospiterà il rosario alle ore 17.30 e di lunedì 5 febbraio, e il funerale alle ore 10 di martedì 6 febbraio.

«Ciao Tilde, ci mancheranno la tua intelligenza, i tuoi progetti, il tuo prezioso contributo all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’Unione Femminile Nazionale, il tuo sorriso, la tua camminata sicura anche se con il bastone, la tua forza, il tuo coraggio. Le amiche dell’Unione Femminile Nazionale»

Ricordo di Tilde

Era il 2012 quando nel salone dell’Unione femminile si teneva l’assemblea annuale delle socie per eleggere il nuovo consiglio di amministrazione. Fu allora che Tilde iniziò a lavorare con noi nel c.d.a. dell’Unione, mettendo a disposizione il suo sapere e le sue competenze.  Sapevamo già di lei, della sua grande amicizia con Annarita Buttafuoco, del suo generoso contributo per la pubblicazione della prima rivista italiana di storia delle donne «DWF». Avevamo promosso  il  suo bellissimo video sull’otto marzo, accompagnato dal libro curato da lei e da Marisa Ombra, 8 marzo. Una storia lunga un secolo (Edizione Iacobelli)  e lo abbiamo sempre proposto alle studentesse e agli studenti delle scuole.

Regista televisiva dal 1977 della prima trasmissione d’inchiesta femminista Si dice donna, le cui vicende sono raccontate nel volume La tigre e il violino di Loredana Cornero (Edizione Rai Eri), aveva continuato a girare video per le donne e sulle donne, tra cui il suo documentario sul primo congresso internazionale delle donne a Pechino dove era arrivata insieme a Daniela Colombo.

Per l’Unione avrebbe voluto girare un film sulla sua storia gloriosa, certa di fare piacere a noi ma soprattutto alla sua cara amica Annarita che, per prima, aveva studiato e reso pubblica la storia dell’Unione.

Ricordiamo la serietà, l’intelligenza con cui presentava i suoi progetti. La televisione e quello che ne era rimasto era uno dei suoi crucci. Avrebbe voluto realizzare un convegno sulla televisione e la rappresentazione delle donne nel piccolo schermo. Avrebbe voluto coinvolgere le sue amiche di Si dice donna, ma non se ne fece nulla.

Grazie alla sua tenacia e fermezza, riuscì a realizzare per l’Unione il documentario L’Unione femminile nazionale nella grande guerra. La sua produzione impegnò tutta l’Unione femminile per quasi un anno,  tra ricerche d’archivio, discussioni, prove di regia ecc. Un lavoro entusiasmante. Tilde comunicava  la sua passione e tutte ci affannavamo alla ricerca di immagini eloquenti, perché, diceva Tilde, il discorso storico si avvale di parole ma quello filmico ha bisogno di immagini che raccontano.

Tilde era felice quando veniva a Milano. Ritrovava tutte le amiche dell’Unione, in un clima dove  le sue idee potevano essere accolte e confrontate anche fino a tarda sera in allegra compagnia davanti ad una gustosa cenetta.

Il suo ultimo lavoro riguardava se stessa, la sua vita. Arrivava all’Unione con il suo tablet e scriveva di sé.

Il 17 marzo del 2017 era all’Unione a presentare il suo libro autobiografico Tivvù passione mia (Edizione Harpo). E’ stato anche il suo ultimo approdo nella Casa di Porta Nuova. Ci aveva lasciato il suo ultimo testamento, quello di una vita vissuta con coraggio, determinazione e passione.

Ciao Tilde