Donne ritagliate nel nostro tempo

In programma per il 20/03/2016

“Giorni fa sono andata a pranzo da Chiara Corio e mi è sembrato di tornare a giocare con le bambole, solo che le bambole erano Virginia Woolf”.

L’Associazione ALVEARE di MILANO presenta :

Mostra personale di CHIARA CORIO

Donne ritagliate nel nostro tempo

a cura di LeoNilde Carabba

dal 20 Marzo all’11 Aprile

Inaugurazione Domenica 20 Marzo Ore 17,30

V come Amore, Virginia, Vanessa, Vita

PENSIERI DI CARTA

Disturbo? Scusa guarda

questa pagina bianca sono io la mia mente

i caratteri neri sono i pensieri pensati per te

per esempio io pensosei aria sei cielo

sei aria di cielo io sono zampino pulcino ti pigolo vieni

andiamo a fare l’amore con me e con te.

VIVIAN LAMARQUE

Poesie 1972 – 2002

Giorni fa sono andata a pranzo da Chiara Corio e mi è sembrato di tornare a giocare con le bambole, solo che le bambole erano Virginia Woolf, a cui è dedicato il quadro in apertura e Virginia sarebbe stata certo contenta di vedere che ormai molte donne artiste non solo hanno una stanza tutta per sè, ma una casa tutta per sè. Perché certo c’è uno spazio nella casa interamente dedicato al lavoro creativo, ma questo poi trasmigra in cucina, sui tavoli del salotto, sui divani e ti può capitare di mangiare con un’opera che occhieggia dalla credenza e così via e così l’Arte diventa quotidiano. Altre innaspettate bambole, chiamate in essere da Chiara Corio, photoeditor e artista milanese, sono Maria Zambrano, Malala, Nina Berberova, Frida Kahlo, Pippi, Janis Joplin, Ulrike Meinhhof, Anais Nin, Dame del Pollaiolo ed altre ancora. Mi sono entusiasmata al lavoro di Chiara perché ho riconosciuto la Matrice di “LILA, il grande gioco”. In sanscrito LILA vuol dire “Gioco Divino” che altro non è che il Gioco dellaVita – Nel 1635 Pedro Calderόn della Barca scriveva “La Vita è Sogno” e per me l’Artista porta in essere un antico concetto: “La vita è Gioco” e il gioco è sogno se le Opere di Chiara possono sembrare trasgressive, bene i bambini giocano per prepararsi alla vita che verrà, gli artisti giocano per mediare tra la realtà ed il sogno, le donne giocano per ricordare a sè stesse che la vita è degna di essere vissuta comunque e dovunque.

La poesia di Vivian Lamarque in apertura mi sembra molto adatta a Chiara e così, forse,

le ho suggerito la prossima opera. I particolari nell’Opera di Chiara Corio mostrano che al di là dell’ispirazione c’è una costante ricerca, nata da un grande amore per la lettura e per il racconto delle donne tra donne e come non ricordare, in questo caso, la grande Clarissa Pinkola Estés che, nelle “Donne che corrono coi Lupi”, ci ricorda quanto sia importante

scavare nel mondo sotterraneo femminile per riacquisire la sensibilità, lo spirito giocoso e la devozione. Così il lavoro di Chiara che ti induce a sognare e a familiarizzare con “Donne Mito”ti da anche gli elementi per una continua rinascita.

Due, per ora, sono le tipologie del lavoro di Chiara: il primo di cui abbiamo parlato sopra e poi le “Stanze” che sono fatte su richiesta. Lascio parlare Lei:

“LE STANZE Una stanza per te, dove abitare la mente e il cuore”.

Sono delle piccole, accurate installazioni che ambiscono a raffigurare la personalità di chi me le richiede. Le stanze possono essere bidimensionali o tridimensionali. Una scatola, un barattolo, un contenitore, un pannello, cornici con inserti di vari materiali.
Le realizzo su commissione, cercando di capire i vostri gusti, la vostra indole e le vostre aspirazioni.Una sorta di ritratto materico, senza nessuna pretesa di significati reconditi, ma piuttosto istintivi…. alcune sono realistiche, altre sono assolutamente di fantasia, altre ancora un mix dei diversi elementi, dipende dalla vostra personalità.”

Di sé nel suo sito dice: “Impunemente innamorata dell’arte e della fotografia, sin da bambina mi sono destreggiata nel cercare, ritagliare, incollare e sovrapporre fotografie e immagini. Allora raccoglievo i miei ARTEfatti in quaderni. Crescendo ho scoperto dapprima le magie della camera oscura, poi quelle dell’editoria. Ho continuato così a ricercare fotografie e immagini per professione ma, per gioco, a usare colla e forbici. Ho anche imparato a osservare gli oggetti e i materiali: ogni oggetto di uso comune, ogni pezzo di plastica carta, vetro, legno o stoffa, può essere trasformato e reinventato, riciclato e riproposto, con sentimento e ironia, così come le nostre vite”.

www.mybesthalf.eu

fb: my best half