Fondo Ada Sacchi Simonetta – Maria Sacerdotti Simonetta

L’Unione femminile nazionale conserva una parte del grande complesso documentario che costituisce gli “Archivi Sacchi”, in particolare quelle relative all’attività associativa e alle relazioni familiari di due donne di questa famiglia mantovana: Ada Sacchi e la nuora Maria Sacerdotti Simonetta, impegnate nel movimento di emancipazione e nell’associazionismo, non solo femminile. Oltre ai due nuclei già evidenzianti, nell’archivio milanese confluiscono le carte di diversi soggetti produttori tra cui la sorella di Ada, Beatrice Sacchi.

Estremi cronologici

1890 – 1989, con antecedenti dal 1863 e seguiti al 1991

Consistenza

bb. 34

Descrizione del fondo

Il complesso documentario, suddiviso in tre grandi partizioni, è costituito:

– dalle carte personali e professionali di Ada Sacchi, coniugata Simonetta, da poche carte della famiglia d’origine (p.es. la sorella Beatrice, detta Bice) e di quella acquisita (il marito Quintavalle Simonetta), nonché dalla documentazione delle associazioni che furono presiedute a livello locale o centrale dalla stessa Ada, con sede presso la sua casa di Mantova (Associazione Nazionale dei Funzionari delle Biblioteche e dei Musei comunali e provinciali; Associazione Per la donna. Sezione di Mantova; FISEDD – Federazione Italiana per il Suffragio e i Diritti civili e politici delle Donne; Lega per la Società delle Nazioni. Sezione di Mantova; carte residuali degli archivi di altre associazioni, fra cui l’Associazione nazionale tra i funzionari degli enti locali. Sezione di Mantova);

– dalle carte personali di Maria Sacerdotti e del marito Bono, figlio di Ada, nonché dalla documentazione prodotta e acquisita da Maria in qualità di presidente della sezione di Firenze della FILDISFederazione Italiana Laureate e Diplomate Istituti Superiori, nonché in qualità di segretaria per l’estero a livello centrale della medesima associazione;

– da opuscoli e riviste (in particolare da intere annate della rivista Lumen), appartenenti alla famiglia Sacchi, ad Ada Sacchi e a Maria Sacerdotti.

Sono presenti: corrispondenza, lettere, biglietti, cartoline, fotografie, opuscoli, periodici, materiale informativo di congressi e convegni, memorie e appunti, documenti personali.

Sono inoltre presenti due piccoli nuclei di carte verosimilmente facenti parte della documentazione di Ada Sacchi o comunque appartenenti alla famiglia d’origine (cfr. Soggetti produttori lascerei il rimando, se possibile):

  • alcune lettere (1910 – 1912) indirizzate a un “Mr. Benu (?)”, non identificato, da Lucy Clifford nata Lane (Londra, 1846 – 1929), scrittrice e giornalista inglese, moglie del matematico e filosofo William Kingdon Clifford. Con il nome di Mrs. W.K. Clifford fu nota come scrittrice di romanzi e testi teatrali;
  • alcune lettere (1863 – 1886) indirizzate a Luigi Castellazzo (Pavia, 1827 – Pistoia, 1890), patriota, ufficiale garibaldino e uomo politico. Le lettere sono di personalità di orientamento democratico che sostenevano Castellazzo rispetto agli attacchi politici.

La figura di Luigi Castellazzo fu studiata da Bono Simonetta, figlio di Ada, attraverso documenti rinvenuti nell’archivio di famiglia che andava riordinando, fra cui memorie di Castellazzo e lettere di Jessie White Mario ad Elena Casati Sacchi, madre di Ada, ad Ada Sacchi e al marito Quintavalle Simonetta (cfr. Simonetta Bono, Luigi Castellazzo e i processi di Mantova del 1852-53 alla luce di alcuni documenti, in Rassegna Storica del Risorgimento, 43, 1956, nº 1, gennaio-marzo, p. 87 sgg.).

La documentazione conservata presso l’UFN è solo uno spezzone del vasto complesso documentario definibile come “Archivio della famiglia Sacchi” (o “Archivi Sacchi”), frazionato e conservato in varie sedi e istituti nelle città di Mantova, Firenze, Bologna, Roma e Milano per effetto di eredità, donazioni e smembramenti anche recenti (cfr. La nazione dipinta. Storia di una famiglia tra Mazzini e Garibaldi, a cura di Maurizio Bertolotti, con la collaborazione di Daniela Sogliani, Milano, Skira, 2007, catalogo della mostra tenutasi a Mantova, Fruttiere di Palazzo Te, 14 ottobre 2007 – 13 gennaio 2008).

Soggetti produttori

Ada Sacchi Simonetta

(Mantova, 1874 – Niteroi, Brasile, 1944)

Emancipazionista ed assistenzialista.

Nacque a Mantova nel 1874 da una famiglia di grande impegno patriottico e profonda fede mazziniana.

Il padre Achille, medico, fu garibaldino e combattente della Repubblica Romana del 1849; partecipò inoltre alla riunione del 2 novembre 1850, costitutiva del comitato rivoluzionario di Mantova, che portò all’episodio noto come “Martiri di Belfiore” (1852 – 1853). La madre, Elena Casati, proveniva a sua volta da una famiglia di patrioti e fu in stretto contatto con Mazzini e con altre personalità di spicco del periodo risorgimentale.

Rimasta orfana, si trasferì presso parenti a Genova dove si laureò in lettere nel 1898. Sposò l’anno successivo il mantovano Quintavalle Simonetta, detto Vallino, da cui ebbe tre figli. Dopo essersi dedicata all’insegnamento, ricoprì per dieci anni il ruolo di direttrice della Biblioteca Civica e dei musei di Mantova, fondando l’Associazione Nazionale dei Funzionari delle Biblioteche e dei Musei Comunali e Provinciali. Fondò e presiedette inoltre la sezione mantovana dell’Associazione nazionale tra i funzionari degli enti locali.

Animata da un profondo e infaticabile impegno su temi suffragisti ed emancipazionisti, oltre che sociali, assieme alla sorella Beatrice detta Bice (1878 – 1931), fondò la sezione mantovana dell’Associazione Per la donna e, sempre a Mantova, le sezioni della FILDIS – Federazione Italiana Laureate e Diplomate degli Istituti Superiori e della Lega Universale per la Società delle Libere Nazioni. Presiedette la FISEDD – Federazione Italiana per il Suffragio e i Diritti delle Donne.

Durante la prima guerra mondiale portò avanti numerose iniziative assistenziali belliche per cui venne premiata con la medaglia d’oro. Nel 1935 fu rimossa dall’incarico della FISEDD, il cui recapito venne fissato presso la sede dei Fasci femminili mantovani.

Si spense nel 1944 a Niteroi (Rio de Janejro), dove aveva seguito la figlia e il genero, docente universitario.

Maria Sacerdotti Simonetta

(Firenze?, sec. XX)

Insegnante, emancipazionista. Di famiglia ebraica – il padre Cesare, docente di patologia generale all’ateneo di Pisa fu allontanato dall’insegnamento nel 1938 in seguito alle leggi razziali, come la stessa Maria – sposò Bono Simonetta, figlio di Ada Sacchi.

Presiedette la sezione fiorentina della FILDIS – Federazione Italiana Laureate e Diplomate degli Istituti Superiori, mentre a livello centrale della medesima associazione ricoprì per diversi anni la carica di segretaria per l’estero.

Altri soggetti produttori

Beatrice Sacchi Ducceschi

(Mantova, 1878 – Torino, 15 febbraio 1931)

Assistenzialista e suffragista, nota col nome di Bice, sorella di Ada Sacchi.

Nata a Mantova nel 1878, si laureò a Bologna in matematica.

Si dedicò – come la sorella Ada, con cui tenne frequentissimi contatti con proficui scambi di idee – alle lotte per l’emancipazione e in particolare alla questione suffragista. Agli inizi del secolo si candidò, fra l’altro – lei donna – nelle liste socialiste di Budrio, candidatura che dovette poi ritirare, ma che fu d’esempio ad altre donne in varie parti d’Italia.

Nel 1911 si trasferì a Roma, entrando a far parte del comitato direttivo della biblioteca fondata a Roma dall’Associazione Per la donna nel 1907.

Attestata su posizioni interventiste, collaborò a varie testate e diresse in particolare l’Unità d’Italia, assieme ad Anna Maria Mozzoni e altre.

In qualità di membro del Comitato centrale dell’Associazione Per la donna, organizzò con la sorella Ada il IX congresso dell’Alleanza pro suffragio tenutosi a Roma.

Fece parte inoltre della FISEDD – Federazione italiana per il suffragio e i diritti della donna.

Si spense a Torino il 15 febbraio 1931 per malattia.

Quintavalle Carlo Simonetta

(Mantova, 2 febbraio 1868 – ?)

Detto “Vallino”, marito di Ada Sacchi.

Nacque a Mantova il 2 febbraio 1868 da Ferdinando e Lida Quintavalle. Svolse gli studi all’Università di Pavia, ammesso nel Collegio Ghislieri. Dottore in lettere, fu professore nel ginnasio di Mantova.

Bono Simonetta

(Mantova, 1903 – ?, post 1976)

Figlio di Quintavalle e di Ada Sacchi, nacque a Mantova il 29 marzo 1903. Fu direttore della clinica otorinolaringologica dell’Università di Firenze.

Luigi Castellazzo

(Pavia, 29 settembre 1827 – Pistoia, 16 dicembre 1890)

Patriota, ufficiale garibaldino e uomo politico, accusato di aver tradito i congiurati nei moti mazziniani di Mantova del 1851-52, poi trucidati a Belfiore (cosiddetti “martiri di Belfiore”).

Arrestato dalla polizia austriaca confessò le proprie colpe e, secondo alcuni, fece i nomi dei congiurati. Tra gli arrestati dalla polizia austriaca che riuscirono ad evitare la condanna a morte con la fuga, vi era il medico Achille Sacchi, padre di Ada.

Partecipò a tutte le imprese di Garibaldi, dalla campagna con i Cacciatori delle Alpi del 1859, alla spedizione nell’Italia meridionale del 1860 e quella francese di Digione del 1870 – 1871.

Nella guerra del 1866 liberò Magasa e la Val Vestino.

Figura controversa, nel 1884 fu eletto deputato al parlamento nel collegio di Grosseto, suscitando accese polemiche.

Associazione nazionale tra i funzionari degli enti locali. Sezione di Mantova

(Mantova, prima metà sec. XX)

Associazione costituita – nella sua sezione mantovana – da Ada Sacchi nel 1911 e da lei presieduta.

Secondo lo statuto approvato in Mantova il 25 maggio 1911 all’atto di costituzione della sezione, la stessa aveva come scopo principale quello di “procacciare il miglioramento delle condizioni economiche e morali dei soci e di provvedere alla loro assistenza, protezione e difesa, coordinando la propria azione a quella dell’Associazione Nazionale in rapporto agli interessi dell’intera classe”.

Raccoglieva le adesioni degli “impiegati e salariati dei Comuni e degli Enti locali, compresi nella zona della Sezione, aventi un ufficio regolarmente costituito o pensionati.”

La sezione aveva “finalità proprie per quanto riguardava gli interessi locali della sua zona”, conservando in ciò una completa autonomia dall’associazione nazionale, a cui doveva invece riferirsi per quanto riguardava “interessi ed iniziative d’indole generale di classe”.

Associazione nazionale dei funzionari delle biblioteche e dei musei comunali e provinciali

([Mantova], 1911 – 1931)

Associazione a carattere sindacale e di categoria, fondata nel 1911 da Ada Sacchi, all’epoca direttrice della biblioteca e dei musei comunali di Mantova.

Secondo lo statuto, votato nell’anno della fondazione, l’associazione aveva lo scopo di:

  • “procurare il miglioramento morale e materiale della classe [scil. dei funzionari delle biblioteche e dei musei comunali e provinciali]”;
  • “studiare i vari problemi che riguardano il funzionamento e l’incremento degli istituti, facendo adottare norme, possibilmente generali, a vantaggio degli istituti stessi e della coltura del paese”;
  • “affermare il sentimento dell’unione e della solidarietà fra colleghi”.

L’associazione, che interruppe le proprie attività duranti gli anni del primo conflitto mondiale, ebbe per presidente Ada Sacchi dalla fondazione fino al 1920, anno in cui, con le elezioni a gennaio del nuovo consiglio direttivo, la Sacchi diede le proprie dimissioni. Fu eletto presidente al suo posto Albano Sorbelli, direttore dell’Archiginnasio di Bologna, quindi, alcuni anni dopo, Giuseppe Agnelli, direttore della Biblioteca Ariostea di Ferrara.

All’indomani della fondazione nel 1930 della Associazione dei Bibliotecari Italiani (AIB), Agnelli accolse la proposta rivolta dal presidente senatore Pier Silverio Leicht, e dal direttore generale Francesco Alberto Salvagnini di fusione con la nuova associazione, firmando in questo modo lo scioglimento nel 1931 dell’Associazione nazionale dei funzionari delle biblioteche e dei musei comunali e provinciali.

L’opera più cospicua dell’associazione, fu – nell’arco della sua attività – la pubblicazione nel 1912 del Memoriale per un organico e radicale assetto delle Biblioteche pubbliche comunali e provinciali.

Associazione Per la donna. Sezione di Mantova

(Mantova, 1909 – 1935?)

L’Associazione Per la donna nacque a Roma nel 1896 ad opera di un gruppo di donne con lo scopo di:

  • “promuovere un movimento di studii sulla donna e sulle sue condizioni sociali nel passato e nel presente e sui miglioramenti a cui ha diritto”;
  • “adoperarsi coi mezzi legali, perché questi miglioramenti le siano riconosciuti universalmente” (Statuto, d.).

L’associazione, organizzata in sezioni locali, poteva esplicare la propria attività, secondo lo statuto, attraverso la creazione di una biblioteca specializzata con raccolta di libri, opuscoli, riviste e giornali “che si occupino dello studio in genere della donna dal lato biologico, storico, sociologico, ecc. e della quistione femminile”; attraverso conferenze sui medesimi argomenti; tramite una rivista periodica che pubblicasse contributi originali su temi riguardanti la donna; attraverso l’eventuale istituzione di scuole femminili “per elevare la coltura della donna”, l’organizzazione di congressi nazionali ed internazionali e l’istituzione di premi per le migliori pubblicazioni originali.

Le origini della sezione mantovana dell’Associazione Per la donna risalgono al 1909, quando – in seguito all’invito alla cittadinanza da parte di un comitato promotore – furono tenute le prime riunioni per “iniziare un’azione locale di difesa e protezione delle giovani operaie e popolane in genere” con l’istituzione di un Ricreatorio-Scuola Festivo, intitolato alla memoria di Elena Casati Sacchi, madre di Ada e Beatrice Sacchi.

Capisaldi della sezione mantovana, che ebbe quale ideatrice e presidente per moltissimi anni Ada Sacchi, erano, secondo la circolare del dicembre 1909:

  • la tutela delle minorenni e dell’infanzia;
  • la lotta contro l’analfabetismo per mezzo della scuola laica;
  • la legge per la ricerca della paternità;
  • la legge sul divorzio;
  • il suffragio femminile;
  • l’istituzione di una “Biblioteca femminista”.

L’associazione “propugnava inoltre l’ammissione della donna a qualunque carriera è aperta all’uomo, e il concetto: a parità di lavoro parità di compenso”.

Al ricreatorio seguì l’istituzione di una scuola serale per adulte. Nel 1914 la Sezione promosse attività atte ad arginare la grave disoccupazione femminile, organizzando la distribuzione di commesse di biancheria tagliata alle donne che si presentavano in cerca di lavoro. Diede inoltre un cospicuo contributo alla causa dell’interventismo “che [l’Associazione] sentì subito come necessità ineluttabile, e di cui non esitò a farsi sostenitrice in ogni modo”, partecipando fra l’altro a numerose opere di preparazione e assistenza civile alla guerra e mettendo a disposizione la propria sede.

Nel 1915 la sezione creò al suo interno un comitato Pro-lana combattenti. Promosse inoltre – su invito del Ministero della Pubblica Istruzione – una raccolta di libri per rifornire i reparti degli ospedali di “bibliotechine scelte, ordinate, inventariate” e organizzò svariate altre iniziative di carattere patriottico e sociale, fra cui, nel 1917 – in accordo con il comandante del Presidio – l’apertura di un concorso per donne per la copertura di posti lasciati vacanti dagli uomini negli uffici militari.

Nel 1918 “il Comune affidava all’Associazione una colonia di bimbi gracili da tenersi il più possibile all’aperto, nei pressi di Mantova”.

Durante la guerra fu inoltre istituita, sempre per iniziativa della Sezione mantovana, una scuola per infermiere.

Nel periodo successivo alla fine del primo conflitto le attività della Sezione si volsero prevalentemente al tema dell’educazione femminile “non solo per elevare la coltura della donna (…) ma per porre un freno alla rilassatezza dei costumi (…) per combattere l’ignavia e l’indifferenza di fronte al dovere (…), per contribuire insomma a quell’opera di risanamento morale, a cui attesero tutti i popoli di ogni terra e di ogni periodo storico dopo una guerra, richiamando le future madri alla concezione esatta di quello che è il vero compito della donna nella famiglia, nella società, nella Patria.”

Proseguì dunque l’opera del Ricreatorio-Scuola Festivo Elena Casati Sacchi e della Scuola serale per adulte, accanto alle quali fu promossa l’apertura di una Scuola di lavoro per le giovinette delle scuole medie e di una Scuola di ginnastica, entrambe però costrette a chiudere per le difficoltà nella frequenza incontrate dalle allieve.

Su invito dell’amministrazione comunale, inoltre, l’associazione “coadiuvò nel suo inizio (…) per mezzo di alcune sue socie”, che esercitarono l’ufficio di ispettrici, “il dispensario antitubercolare”.

La sezione tenne costantemente – attraverso il consiglio direttivo – numerosi contatti con le maggiori organizzazioni femminili nazionali e in particolare con la Federazione Pro Suffragio femminile; partecipò a vari congressi internazionali, fra cui quello di Roma nel 1923, e quello di Parigi nel 1926.

Nel 1926 aderì al CNDI – Consiglio Nazionale delle Donne Italiane, presieduto dalla contessa Gabriella Spalletti Rasponi.

Nota

Notizie e virgolettato tratti da L’Associazione ‘Per la donna’ di Mantova. Cenno riassuntivo (Anni 1909 – 1926), Bologna, 1927.

FISEDD – Federazione italiana per i suffragio e i diritti civili e politici delle donne

(Roma, ? – 1935)

Già Federazione Nazionale Pro-suffragio, nel 1928 assunse la denominazione di Federazione italiana per i suffragio e i diritti civili e politici delle donne.

Affiliata all’International Alliance of Women for Suffrage and Equal Citizenship e articolata in sezioni locali con una presidenza centrale, l’associazione fu presieduta a livello centrale a partire dal 1928 da Ada Sacchi, che ne promosse una riorganizzazione sempre nell’ambito dell’impegno per il suffragio femminile e altre tematiche inerenti ai diritti delle donne.

Sotto la presidenza di Ada Sacchi furono create in particolare numerose commissioni permanenti:

  • per la morale unica e contro la tratta delle donne;
  • per la nazionalità della donna maritata;
  • per l’uguaglianza delle condizioni di lavoro fra uomo e donna, la “riversabilità delle pensioni”, il diritto della donna a qualsiasi impiego, carica, onorificenza;
  • per gli assegni familiari;
  • per le condizioni delle madri e dei figli illegittimi;
  • per la pace e la Società delle Nazioni;
  • per la “polizia femminile”;
  • per la parità dell’uomo e della donna nella legge;
  • per le “questioni sociali maggiormente interessanti le donne già elettrici”;
  • per il finanziamento e la propaganda.

Il 4 aprile 1935, con decreto prefettizio, Ada Sacchi fu rimossa dalla carica di presidente, con la motivazione di aver “impresso ed [imprimere] alla Associazione un indirizzo e [svolgere] una attività in contrasto con gli ordinamenti politici costituiti nello Stato”. Con incarico di “sostituirsi nella reggenza della Associazione alle componenti la presidenza centrale”, al contempo disciolta, fu nominata in qualità di commissaria Irma Arzelà in Morucci.

Lega per la Società delle nazioni. Sezione di Mantova

(Mantova, 1918 – 1924)

Associazione fondata – nella sua sezione mantovana – nel 1918 da Ada Sacchi su invito rivolto da Gerolamo Lazzeri, segretario della Famiglia italiana della Lega universale per la Società delle libere nazioni, a Emanuele Manganari della Giunta municipale di Mantova.

La Famiglia italiana – che portò avanti attività volte a sostenere la creazione della Società delle nazioni, collegandosi a simili iniziative prese in altri paesi – dopo un periodo di grave crisi si accostò nel 1924 alla neocostituita Associazione Italiana per la Società delle Nazioni con sede a Roma, di fatto confluendo in essa.

Lo stesso invito a far capo al “nuovo raggruppamento romano” fu rivolto ad Ada Sacchi, presidente della Sezione di Mantova della Lega, nel 1924 da Francesco Ruffini della Famiglia italiana.

Nota

La documentazione conservata in UFN costituisce l’archivio della Sezione mantovana della Lega e risulta completa. Dal registro di protocollo e dagli atti si evince lo scioglimento nel 1924.

FILDIS – Federazione italiana donne laureate e diplomate istituti superiori. Sezione di Firenze (Firenze, post 1926 – ?)

Sezione fiorentina della FILDIS – Federazione italiana laureate e docenti istituti superiori già Federazione italiana fra laureate e diplomate d’istituti superiori, a sua volta sezione italiana della International Federation of University Women, fondata a Londra nel 1919.

La FILDIS, fondata a Roma nel 1920 e affiliata alla IFUW nel 1922, aveva come scopo:

  • “di promuovere la cooperazione e la solidarietà fra donne universitarie d’Italia e di stringere amichevoli rapporti fra di esse e le donne universitarie di tutto il mondo”;
  • d’incoraggiare fra le donne universitarie italiane, ricerche scientifiche, letterarie ed artistiche”;
  • di far conoscere in Italia e all’Estero le migliori pubblicazioni scientifiche e letterarie delle donne universitarie italiane.” (Statuto – Regolamento del 1931)

Secondo lo statuto “emendato al Convegno federale del 20 giugno 1946”, successivamente alla ricostituzione dopo la guerra, la FILDIS riuniva “donne laureate italiane e straniere viventi in Italia, come pure docenti in Istituti Superiori (di grado universitario) al di sopra di ogni questione politica, confessionale e di razza” con lo scopo di:

  • “promuovere la cooperazione fra le donne universitarie di tutto il mondo”;
  • “incoraggiare le socie nei loro studi, tutelare la loro attività professionale, divulgare la loro opera, interessarle ai problemi sociali e in particolare a quelli dell’istruzione”.

La federazione, di cui erano organi il Consiglio centrale con sede a Roma, la Commissione permanente per i rapporti internazionali, il Convegno federale e l’Assemblea federale, era articolata in sezioni locali, che negli anni Venti crebbero notevolmente di numero, espandendosi dalla capitale a Milano, Napoli, Torino, Genova, Siena, Bologna, Mantova, Firenze, Cagliari e Palermo.

Nel 1926 la FILDIS contava undici sezioni attive, due socie perpetue e trentacinque socie corrispondenti.

Nel 1935 il regime fascista provocò “l’autoscioglimento della FILDIS, dove già cominciava a sentirsi da tempo l’effetto della politica antisemita, che in seguito costrinse alcune socie a lasciare l’Italia, facendovi ritorno solo molti anni dopo” (dal sito http://www.fildis.net/?page_id=2).

Con la fine della guerra e la caduta del fascismo, l’associazione si ricostituì, sotto la presidenza di Libera Trevisani Levi Civita, già presidente negli anni Venti della sezione milanese.

Della sezione di Firenze, fondata dopo il 1926, fu presidente in seguito alla riapertura nell’immediato secondo dopoguerra e fino al 1947 Clara Bergamini; quindi Maria Sacerdotti Simonetta, nuora di Ada Sacchi, la quale ricoprì al contempo la carica di segretaria per l’estero della federazione a livello centrale, ufficialmente a partire dal 1960, di fatto già da alcuni anni prima.

Nota

Secondo la relazione generale della FILDIS per il 1926 la sezione di Firenze era in quell’anno di prossima costituzione.

Fonti utilizzate per la redazione della scheda

Sui soggetti produttori dei fondi compresi nel complesso archivistico Ada Sacchi Simonetta – Maria Sacerdotti Simonetta

Le notizie su Ada Sacchi e sulla sorella Beatrice sono tratte dal Dizionario biografico delle donne lombarde (568 – 1968), a cura di Rachele Farina, Milano, Baldini & Castoldi, 1995, ss.vv. Sacchi Ada in Simonetta e Sacchi Beatrice in Ducceschi, entrambe curate da Fiorenza Taricone; con bibliografia. Cfr. anche la voce Casati Elena in Sacchi, a cura di Rachele Farina nello stesso dizionario; con bibliografia. La fotografia di Ada Sacchi è tratta dal catalogo La nazione dipinta cit.).

Per Ada Sacchi cfr. anche l’articolo di Paolo Camatti, Ada Sacchi e il movimento emancipazionista, in La repubblica, la scienza, l’uguaglianza. Una famiglia del Risorgimento tra mazzinianesimo ed emancipazionismo, a cura di Costanza Bertolotti, Milano, Franco Angeli, 2012, pp. 95 – 110.

Per Beatrice Sacchi cfr. anche l’articolo di Maria Teresa Sega, Beatrice Sacchi, la suffragista italiana in La repubblica, la scienza, l’uguaglianza. Una famiglia del Risorgimento tra mazzinianesimo ed emancipazionismo, a cura di Costanza Bertolotti, Milano, Franco Angeli, 2012, pp. 79 – 94.

Le informazioni su Maria Sacerdotti, su Bono Simonetta e su Quintavalle Simonetta provengono dalla documentazione conservata in UFN.

Le note su Luigi Castellazzo (e su Lucy Clifford nella parte dedicata al complesso archivistico) sono tratte rispettivamente da

http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Castellazzo e da

http://en.wikipedia.org/wiki/Lucy_Clifford.

Cfr. anche http://www.williamandlucyclifford.com/ ] (risorse web verificate il 24 aprile 2014)

Le informazioni sull’Associazione nazionale tra i funzionari degli enti locali. Sezione di Mantova, sull’Associazione Per la donna. Sezione di Mantova, sulla Federazione italiana per i suffragio e i diritti civili e politici delle donne – FISEDD e sulla Lega per la Società delle nazioni. Sezione di Mantova sono tratte dalla documentazione conservata in UFN.

Le notizie sull’Associazione nazionale dei funzionari delle biblioteche e dei musei comunali e provinciali sono tratte dalle carte conservate in UFN e da Cesare Guerra, La bibliotecaria Ada Sacchi Simonetta e l’Associazione nazionale dei funzionari delle biblioteche e dei musei comunali e provinciali (1911 – 1931) in La repubblica, la scienza, l’uguaglianza. Una famiglia del Risorgimento tra mazzinianesimo ed emancipazionismo, a cura di Costanza Bertolotti, Milano, Franco Angeli, 2012, pp. 111 – 129. L’articolo di Guerra utilizza la documentazione presente in UFN, costituita dall’archivio dell’associazione completo dalla fondazione fino alla presidenza di Albano Sorbelli compresa.

Le informazioni sulla FILDIS – Sezione di Firenze sono tratte dalla documentazione conservata in UFN e dal sito http://www.fildis.net/?page_id=2 (risorsa web verificata il 25 aprile 2014)

Bibliografia

Bertolotti, Maurizio , Daniela Sogliani (a cura di), La nazione dipinta. Storia di una famiglia tra Mazzini e Garibaldi, Milano, Skira, 2007 (catalogo della mostra tenutasi a Mantova, Fruttiere di Palazzo Te, 14 ottobre 2007 – 13 gennaio 2008).

Bertolotti, Costanza (a cura di), La repubblica, la scienza, l’uguaglianza. Una famiglia del Risorgimento tra mazzinianesimo ed emancipazionismo, a cura di , Milano, Franco Angeli, 2012 [atti del convegno di cui sopra, con contributi che utilizzano in parte la documentazione di Ada Sacchi presente in UFN, non sempre aggiornata all’ultimo stato del riordino]

Volpati, Carlo, Elena Casati Sacchi, la moglie del “medico che si batte”, Società nazionale per la storia del Risorgimento italiano, Roma, [1930?]

Sacchi, Bruno (a cura di), Femminilità eroica. Notizie storiche e biografiche di Luisa Riva Casati e di Elena Casati Sacchi, Satura, Genova, [1974?]

Scritti di Ada Sacchi Simonetta

Catalogazione e possibilità di consultazione delle tesi universitarie, stampa 1930 (Roma : Istituto poligrafico dello Stato]

Saggio intorno al pessimismo dei poeti greci, Mantova, stampa 1902 (Stab. Tip. G. Mondovi].