Fondo Bianca Ceva

Il fondo rispecchia in gran parte la sua attività di antifascista e di intellettuale impegnata. Durante la Resistenza fu partigiana con il movimento Giustizia e Libertà, nell’Italia Repubblicana contribuì alla fondazione dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (INSMLI) e ne fu segretaria generale.

Estremi cronologici

1905 – 1976 con antecedenti

Consistenza

bb. 10

Descrizione del fondo

Il fondo conserva corrispondenza personale di Bianca Ceva con i familiari, comprese numerose lettere dal carcere di Voghera dove Bianca fu rinchiusa, carteggi con esponenti dell’antifascismo e note personalità del mondo politico e culturale, fotografie, quaderni, scritti inediti e appunti autobiografici, impressioni di viaggio, ritagli di giornale, cartoline, opuscoli.

E’ presente inoltre documentazione prodotta nel corso dell’attività di Bianca Ceva quale segretaria dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (INSMLI).

Un nucleo di carte è pertinente alla famiglia Ceva, in particolare al padre di Bianca, Lucio, con notizie sulla Grande guerra, e al fratello Umberto, morto suicida nel carcere romano di Regina Coeli (1930).

Le carte sono giunte accompagnate da numerose copie di opere di Bianca Ceva (libri, articoli, opuscoli, estratti di riviste) e da annate intere del periodico dell’INSMLI.

Soggetti produttori

Bianca Ceva

(Pavia, 10 aprile 1897 – Milano, 18 giugno 1982)

Insegnante, antifascista e partigiana, sorella di Adele e Umberto Ceva.

Nata a Pavia nel 1897, nel 1931 fu allontanata dall’insegnamento per le sue idee ostili al regime e in conseguenza dei fatti che spinsero il fratello Umberto – dirigente di Giustizia e Libertà arrestato a Milano nel 1930 –   a darsi la morte in carcere a Roma.

Prese parte attiva alla lotta contro il fascismo aderendo al movimento Giustizia e Libertà, quindi al Partito d’Azione all’indomani della sua costituzione.

Incarcerata nel dicembre del 1943 a Voghera, evase l’anno successivo con l’aiuto della sorella Adele, unendosi alle formazioni partigiane che operavano nell’Oltrepò pavese e nel Piacentino.

Negli anni che seguirono la Liberazione tornò all’insegnamento a Milano presso i licei classici Beccaria, Berchet e Manzoni.

Contribuì inoltre nel 1949 alla fondazione dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (INSMLI), di cui divenne segretaria generale nel corso degli anni Cinquanta, carica che mantenne fino al termine della presidenza di Ferruccio Parri nel 1972. Morì nel 1982.

Fra i suoi numerosi scritti, oltre agli amati studi classici, si ricordano: Storia di una passione: 1919 – 1943 (Milano, Garzanti, 1948); Tempo dei vivi 1943 – 45 (Milano, Ceschina, 1954); 1930: retroscena di un dramma (Milano, Ceschina, stampa 1955; sulla vicenda del fratello Umberto); Cinque anni di storia italiana, 1940 – 1945: da lettere e diari di caduti (Milano, Edizioni di Comunità, 1964); La storia che ritorna: la terza deca di Tito Livio e l’ultimo conflitto mondiale (Milano, Unione Femminile Nazionale, 1979).

Famiglia Ceva

Famiglia che annovera fra i suoi membri Bianca, Adele e Umberto, antifascisti, figli di Lucio Ceva senior e di Maria Lucini.

Umberto (Pavia, 1900 – Roma, 1930), chimico, sposato con Elena Valla, fu tra gli esponenti di spicco del movimento antifascista Giustizia e libertà. Arrestato il 30 ottobre 1930 assieme a Ernesto Rossi e a Riccardo Bauer in seguito al tradimento di Carlo Del Re, si tolse la vita nel carcere di Regina Coeli a Roma la notte di Natale del 1930 per non tradire i compagni.

Fonti utilizzate per la redazione della scheda

[Le notizie su Bianca Ceva sono tratte, con alcune integrazioni, dal Dizionario biografico delle donne lombarde (568 – 1968), a cura di Rachele Farina, Milano, Baldini & Castoldi, 1995, s.v. Ceva Bianca (curata da Giuliana Beltrami Gadola; con bibliografia)]

[Su Umberto Ceva cfr. in particolare B. Ceva, 1930. Retroscena di un dramma, Milano, Ceschina, 1955 (I ed.; ristampa Modena – Bobbio, Pontegobbo, 2010, con prefazione di Ferruccio Parri e postfazione di Mimmo Franzinelli)]

Bibliografia

Arturo Colombo, Bianca Ceva, impegno al femminile, in: L’impegno al femminile : cinque protagoniste fra politica e cultura. – Milano : Amici del Risorgimento, 1981

Per ricordare Elena Ceva Valla, s.n., s.l., stampa 1995

Riccardo Bauer, Umberto Ceva: commemorazione tenuta il 26 maggio 1946 da Riccardo Bauer per iniziativa del Circolo filologico milanese, s.n., s.l. [1946?]

Pasquale Martino, Bianca Ceva, Tradurre è un’arte al femminile. Verso il 25 aprile. Dai contatti con Croce all’arresto, dalle riflessioni ai saggi. Storia di una donna tra cultura e Liberazione, in «La Gazzetta del Mezzogiorno» 19 aprile 2013

http://pubblicoesercizio.blogspot.it/2014/02/bianca-ceva-tradurre-e-unarte.html

Opere

Bianca Ceva, 1930: retroscena di un dramma, Ceschina, Milano, 1955

Bianca Ceva, 1930: retroscena di un dramma, Pontegobbo, Modena-Bobbio, 2010

Bianca Ceva, Un carteggio inedito di Bettino Ricasoli, Società anonima editrice Dante Alighieri, Genova, 1940 (Estratto da: Nuova rivista storica, 24, fasc. 3.)

Ceva, Bianca, Un conservatore dell’ottocento: il conte Cesare Balbo. – Soc. An. Ed. Dante Alighieri, Genova ; Roma ; Napoli, 1942. (Estr. dalla: “Nuova Rivista Storica”, anno 26., fasc. 5-6)

Giambattista Vico, Pagine scelte; con introduzione e note a cura di B. Ceva, La voce, Firenze, [1925]

Bertrand Russell; traduzione e introduzione di Bianca Ceva, I problemi della filosofia, Sonzogno, Milano, 1922

Bianca Ceva, La storia che ritorna. La terza deca di Livio e l’ultimo conflitto mondiale, Unione femminile nazionale, Milano, [1979]

Bianca Ceva, Tempo dei vivi: 1943-1945, Ceschina, Milano, 1954

Bianca Ceva, L’uomo Socrate, Tip. Colombi, Milano, 1948