Fondo ABC – Società Anonima Cooperativa Cucine Popolari e Ristoratori Economici

La Cooperativa ABC nasce nel 1917 per rispondere a bisogni nuovi nel contesto milanese della prima guerra mondiale. Aumenta infatti il prezzo dei generi alimentari e cresce il numero di donne che lavorano fuori casa. L’Unione femminile è in primo piano tra gli enti coinvolti dal Comune di Milano per realizzare cucine che preparino e distribuiscano alimenti a prezzo popolare. Dopo lo scioglimento dell’ente, nel 1974, l’archivio confluisce all’Unione femminile nazionale.

Estremi cronologici

1917 – 1973 con seguiti al 1979

Consistenza

Pezzi 21 in bb. 11, regg. 8

Descrizione del fondo

Il fondo conserva la documentazione della Società Anonima Cooperativa Cucine Popolari e Ristoratori Economici – poi ABC Cooperativa per Ristoratori a Prezzi Fissi – dalla sua costituzione nel 1917 e fino al 1973, anno in cui la cooperativa confluì nell’UFN, cessando la propria attività. Sono presenti statuti e regolamenti, corrispondenza, ritagli di giornale, planimetrie, fotografie, verbali di assemblea, convenzioni, inventari, atti notarili, polizze assicurative, bilanci e allegati, relazioni, ricorsi, documentazione fiscale, libri dei verbali delle assemblee, libri dei verbali del Consiglio di amministrazione, libro dei verbali del Collegio sindacale, libro degli inventari, libro dei soci.

E’ presente inoltre materiale riguardante il concorso per un’illustrazione della città di Milano indetto dalla S.A. Cooperativa Ristoratori a Prezzi Fissi A.B.C. (1931, carteggio, elaborati presentati al concorso con fotografie etc.);

I registri sono costituiti da:

– “Libro verbali Assemblee”, 1932 – 1973 (con verbali dell’Assemblea generale ordinaria);

– “Libro verbali Consiglio di amministrazione”, 1957 – 1973;

– “Libro verbali del Collegio sindacale”, 1954 – 1973 (con verbali del Collegio dei sindaci);

– “Libro degli inventari”, 1951 – 1973 (si tratta di un registro con bilancio e inventario delle merci per ogni anno. Si riportano: attività, passività, profitti e perdite, con elenco – fra l’altro – delle merci in magazzino, costituite dalle derrate alimentari. L’inventario è un allegato al bilancio di ogni anno);

– “Libro giornale”, 1959 – esercizio 1972 (tre regg.);

– libro dei soci (1917 – 1973).

La documentazione degli anni precedenti la Seconda guerra mondiale – durante la quale si ebbe la requisizione dei locali di via Verdi appartenenti all’ente a favore del Dopolavoro Civico nel 1944 e della Civica Gestione Mense di Guerra nel 1945 – è esigua. La maggior parte delle carte appartiene al periodo postbellico, quando si ebbe la derequisizione e, in particolare, ai decenni 1950 – 1960.

L’inventario attuale non riporta i tre libri giornale (1959 – 1972) né il libro dei soci.

Soggetto produttore

ABC – Società Anonima Cooperativa Cucine Popolari e Ristoratori Economici – poi ABC Cooperativa per Ristoratori a Prezzi Fissi

(Milano, 1917 – 1973)

La Società Cooperativa per Cucine Popolari e Ristoratori Economici si costituì a Milano il 17 marzo 1917, all’interno del piano di assistenza civile del Comune, mediante l’apporto di diversi enti cittadini, fra cui spiccava l’Unione Femminile Nazionale. L’iniziativa trova ragione nel clima di “crescente rincaro dei prezzi dei generi alimentari, del combustibile e l’occupazione nelle industrie di donne sino a quel momento casalinghe”. Si palesava dunque la necessità – come già era avvenuto in altre città europee e italiane – “di allestire speciali cucine dove i cibi fossero cotti completamente o in parte, venduti al minimo prezzo e asportati per essere consumati in famiglia, e ristoranti dove le vivande [potessero] essere consumate in luogo, sopprimendo completamente le spese di servizio al tavolo.”

Fra i membri del Consiglio di amministrazione, già all’atto della sua formazione, sedeva Clara Roghi Taidelli (1871 – 1954), consigliera e poi presidente dell’Unione Femminile, che presiedette in seguito per molti anni la cooperativa.

La prima cucina popolare fu aperta nel maggio 1917 “assumendo l’esercizio della cucina interna alla Manifattura Tabacchi che contava allora 800 operaie”. Seguì l’apertura, nello stesso anno, del primo ristorante economico in via Dante 18, al posto del rilevato ex Caffé Gnocchi, e di una seconda cucina in via Farini al 70, e poi ancora in via Ludovica. “Le due cucine pubbliche comprendevano il servizio di consumo in luogo e di asporto.” In quella di via Ludovica si trovava – oltre alla lavanderia e alla stalla per un cavallo – il magazzino delle derrate alimentari.

Sempre nel primo anno, a settembre, fu aperta una cucina interna alla Società Anonima Robinetterie Milanesi, in via Solari; alla fine dell’anno fu la volta della cucina in via Bordoni, nelle immediate vicinanze della Pirelli & C. e della Società Italiana Ernesto Breda, “con una capacità di 100 pasti al giorno e servizio di asporto”.

Agli inizi del 1918 fu aperta la cucina pubblica di viale Abruzzi con il contributo nell’allestimento della ditta Edoardo Bianchi. “Infine nel maggio dell’ultimo anno di guerra nello stabilimento della Fonderia Milanese di Acciaio in corso Lodi fu aperta una nuova cucina interna, ma anch’essa aperta al pubblico esterno alla fabbrica”.

“Inoltre per l’arrivo a Milano dei profughi delle Province invase, la Cooperativa per conto della Società Umanitaria installò una cucina alla Stazione Centrale, distribuendo migliaia di minestre calde e fornì, attraverso la cucina di via Ludovica, vivande alla Cucina gratuita per i profughi organizzata dalla Croce Rossa Americana in via Morone.”

Il personale assunto dalla Cooperativa era prevalentemente femminile. Il buono pasto, acquistato dai clienti all’ingresso, dava diritto ad un pasto completo e a 1/5 di vino.

Con gli anni successivi alla fine della Prima guerra mondiale – nel 1918 Clara Roghi Taidelli era fra l’altro stata eletta presidente della Cooperativa – fu chiusa la maggior parte delle cucine popolari, mentre ebbe un incremento l’apertura di nuovi ristoranti.

Su un terreno acquistato a Crescenzago furono trasferiti i servizi di lavanderia, asciugatura e magazzino derrate “sino a quel momento sistemati in uno stabile in viale Bligny, concesso dal Comune di Milano, ma poi demolito.”

Con l’aumento del numero dei ristoranti si ebbe una prima modifica nel nome della Società, che nel 1921 prese la denominazione di ABC Cooperativa per ristoratori a prezzi fissi, con sede legale in via Verdi 2 a Milano. L’abbandono nella denominazione del riferimento alle cucine popolari era un segno dei tempi, mentre l’adozione delle prime tre lettere dell’alfabeto “ABC” si legava alle “categorie in cui erano suddivisi gli esercizi”.

Nel giugno 1923, con l’inserimento fra gli scopi della cooperativa dell’apertura e della gestione di alberghi, la denominazione mutò ancora divenendo Società Cooperativa per Ristoratori e Alberghi Economici. Sullo scorcio degli anni Venti il nome fu semplificato in ABC Cooperativa per Ristoratori a prezzi fissi.

“Il termine ‘economici’ venne tolto anche dagli scopi della società e nel 1931 fu approvata la possibilità di aprire cucine popolari e ristoranti anche in altre città d’Italia. L’esigenza nasceva dalle richieste arrivate da Roma, città nella quale questo tipo di esercizio non si era ancora sviluppato.”

Clara Roghi Taidelli, divenuta nel 1926 presidente dell’Unione Femminile, continuò a prestare la sua opera anche per la ABC, ora in qualità di presidente ora di vicepresidente.

Nel primissimi anni Trenta la Cooperativa ebbe “l’idea di organizzare per i turisti italiani e stranieri in visita a Milano, un itinerario guidato di tre giorni per la città, con partenza da tre delle sedi dei ristoranti dell’ABC.” I luoghi di partenza erano i tre ristoranti siti rispettivamente in via Spadari 2, Largo Cairoli 2 e Piazza Oberdan 2.

Nel 1935 fu aperto il grande ristorante di via Verdi 2, sulla cui gestione si concentrò negli anni seguenti l’attività della Cooperativa.

Con il 1944, a seguito di comunicazione del Capo della Provincia a nome del Podestà, furono requisiti i locali di via Verdi, già inattivi a causa dei gravi eventi bellici, e destinati all’apertura della mensa del Dopolavoro Civico. Nel 1945 la mensa fu trasformata in “ristorante di guerra per i dipendenti comunali”.

In seguito alla Liberazione Clara Roghi Taidelli e i legali rappresentanti della cooperativa cercarono di rientrare in possesso dei locali, requisiti dopo il 25 aprile dal Comando Alleato.

“La Civica Azienda Mense di Guerra infatti, all’arrivo degli alleati, aveva affidato loro i locali, che con il nome di Rand Club erano diventati la mensa per i soldati sud-africani”. “Il 25 febbraio 1946 con avviso di derequisizione dell’Ufficio Requisizioni del Genio Militare l’ABC tornò in possesso dei propri locali di via Verdi […],” salvo lasciarli pochi anni dopo. Nel settembre del 1952, infatti, dopo cinque mesi di sospensione dell’attività, fu aperto un nuovo ristorante in via Verziere. I locali, con entrata sulla piccola via Merlo, furono successivamente acquistati dalla Cooperativa.

Clara Roghi Taidelli, pur non prendendo più parte ai Consigli di Amministrazione, conservò comunque la carica di presidente.

Con gli anni Sessanta e il boom economico che portò all’apertura di numerosi esercizi simili e concorrenziali a quelli cui aveva dato vita la cooperativa, l’attività di ABC si esaurì.

Nel 1973 il ristorante di via Merlo fu chiuso e i locali dati in gestione. Nello stesso anno la Società Cooperativa ABC confluì nell’Unione Femminile Nazionale, che ne conserva l’archivio.

Fonti utilizzate per la redazione della scheda

Notizie e virgolettato tratti dalla tesi di laurea di Valeria Mariani, Clara Roghi Taidelli. L’attività nell’Unione Femminile Nazionale (1916 – 1954), Università degli Studi di Milano, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea in Lettere moderne, relatrice prof.ssa Emma Scaramuzza, correlatrice prof.ssa Luisa Dodi, a.a. 2001 – 2002]