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Alle origini dell’Unione Femminile

26/02/2014

“Il 1899 fu un anno di svolta e di rinascita”. A Milano, non per caso […]

“Il 1899 fu un anno di svolta e di rinascita”. A Milano, non per caso in questo anno e in questa città, nasce l’Unione femminile. Si apre così il libro di Fiorella Imprenti dedicato, come annuncia il titolo, “Alle origini dell’Unione Femminile“, di cui descrive “idee, progetti  e reti internazionali“.

Ricercatrice esperta di storia politica e di storia delle istituzioni, l’autrice scrive pagine nuove sull’intreccio fra femminismo, riforme sociali e acquisizione di responsabilità e potere di e per le donne nelle istituzioni. Il contesto è Milano, la città in movimento dipinta dai futuristi, ma anche la città attraversata da profonde ingiustizie sociali, dove la classe operaia e sottoproletaria vive in condizioni disumane. Quelle condizioni che le Unioniste intendono modificare, descritta con dovizia di particolari nelle toccanti inchieste del periodico “Unione femminile”.

Scrittura brillante, ritmo e aderenza ai temi ancora oggi cruciali per la rappresentanza femminile e per l’agire politico delle donne nella società rendono la lettura appassionante e attuale. Gli ampi riferimenti agli archivi storici dell’Unione femminile nazionale, conservati e fruibili presso la sede dell’ente, ne dimostrano il valore e l’importanza per lo studio del Novecento e delle conquiste – quelle di cui ancora oggi godiamo, quelle ancora non realizzate. Le protagoniste di questa stagione sono descritte nei loro caratteri, oltre che nei loro scritti e nelle loro azioni, cosa che ce le rende vicine, familiari.

Le vediamo all’opera nel febbrile attivismo di questi primi anni, volto a mettere le basi dell’assistenza laica e mentre faticosamente prendono spazio accanto agli uomini nei consigli di amministrazione delle istituzioni filantropiche milanesi, come l’Umanitaria. Nel resoconto dei fatti intravediamo anche i conflitti tra donne, quelli fra attiviste stipendiate e volontarie, tra socialiste e femministe, tra generazioni.

L’opera si aggiunge, portando elementi nuovi, a quelle di Annarita Buttafuoco, una delle storiche che più ha indagato l’Unione femminile nazionale e la stagione politica della “età giolittiana”. L’autrice conduce un‘indagine storiografica originale su vari temi, come ad esempio il rapporto dell’Unione con gli altri enti impegnati nella riforma dell’assistenza, le strategie per conquistare visibilità e potere nel contesto politico cittadino e nazionale, la tensione fra femminismo e socialismo ed i rapporti di classe fra le Unioniste, vicinanze e differenze tra movimento sociale e movimento politico delle donne, le reti internazionali e il rapporto con le esperienze delle riformatrici degli altri Paesi in Italia, in Europa, nei Paesi più lontani: “le notizie che giungevano dall’Australia e dal Giappone davano l’idea alle femministe di inizio 900 di muoversi in un andamento globale e restituiva un sistema di senso universale”.

Queste notizie sono il segno di un fermento eccezionale di cui è ancora debole la traccia nella storiografia mainstream e nelle pagine dei manuali scolastici. Notizie che occupano la parte finale del volume, in cui l’autrice riporta la trascrizione integrale della rubrica del periodico “Unione femminile” dedicata all’attività femminile in Italia e all’estero nel periodo tra il 1901 e il 1905.

Alle origini dell’Unione Femminile. Idee, progetti e reti internazionali all’inizio del Novecento

di Fiorella ImprentiBiblion, 2012
374 p.; 15,00€